Firenze con bambini – il nostro weekend

Firenze era una delle mete che avevo in mente da tanto tempo. Una città vicina che desideravo scoprire in compagnia del piccolo Ciccino.

L’organizzazione del viaggio è stata un po’ tribolata. Grazie alla promozione “b&b day”, promossa in occasione della festa delle donne che prevedeva una notte gratis su un soggiorno di minimo due, ne ho approfittato per realizzare questo piccolo sogno. Ho prenotato, quindi, in una delle strutture aderenti, il Residence Fiesole, a soli venti minuti da Firenze.

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Il giorno prima del soggiorno, però, una bufera di pioggia e vento si è abbattuta proprio sulla Toscana come non si vedeva da cento anni. E allora ho pensato: “sarà mica un segnale?”. Decido di coglierlo questo segnale e annullare il tutto. Però, con estrema cortesia, i proprietari del Residence si sono resi disponibili a posticipare il nostro soggiorno, mantenendo comunque la promozione. E finalmente due week end dopo ci siamo messi in viaggio!

Arriviamo venerdì sera al Residence e il Sig. Minello, il proprietario, ci accoglie a braccia aperte, è proprio il caso di dirlo! Il posto va ben oltre le nostre aspettative, l’appartamento è grande, super accessoriato (lavatrice, lavastoviglie, lettino per Cicci, set per la colazione, forno microonde) e il parcheggio privato all’interno del residence ci evita lo “sbattimento” di cercare posto.

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Dopo una notte ristoratrice partiamo alla volta di Firenze. Nonostante Fiesole si trovi sulla collina a 6 km dal capoluogo riusciamo a lasciare l’auto a riposo e raggiungere la città grazie al bus n. 7 che parte dalla Piazza principale di Fiesole con arrivo a Piazza San Marco, quindi in pieno centro. Nonostante sia il primo giorno di primavera, il clima non è certo il tipico della stagione! Il cielo lascia intravedere a tratti un timidissimo sole, divorato quasi subito dalle minacciose nuvole. Per fortuna, però, niente pioggia!

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Seguiamo l’itinerario classico della visita della città. Giriamo in lungo e largo la Piazza del Duomo, respirando l’aria rinascimentale ammirando la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto, purtroppo non il Battistero di San Giovanni perché totalmente coperto per restauro. Ci districhiamo tra le migliaia di turisti che affollano la piazza e devo superare la mia immensa voglia di entrare in duomo per poter ammirare la cupola del Brunelleschi dall’interno. La fila chilometrica che mi si presenta davanti mi ricorda che il mio piccolo compagno di viaggi non gradirebbe l’attesa.

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Proseguiamo quindi verso Piazza della Signoria attraversando Via dei Calzaiuoli, una delle vie pedonali più eleganti della città. Eccoci finalmente davanti a Palazzo Vecchio,  al cospetto del David con le sue grandi mani e alla fontana del Nettuno che brilla del suo bianco. Ci ritroviamo a correre e giocare con i cavalli che pazientemente attendono l’arrivo di qualche turista che abbia voglia di un giro alternativo. Dopo aver ammirato la Loggia della Signoria addobbata con le sue numerose sculture entriamo per una rapida visita a Palazzo Vecchio (dove, momento spettegolamento dalla parrucchiera, incontro una delle spose più brutte mai viste) per poi proseguire verso Ponte Vecchio attraversando, purtroppo solo dall’esterno, il complesso che ospita gli Uffizi.

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Prometto a me stessa che quando Cicci sarà più grande torneremo solo per una visita ai musei di Firenze, perché visitare la città senza tuffarsi a capofitto nella sua arte lascia l’amaro in bocca facendoti sentire incompleta.

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Eccoci sul lungarno, quanto amo i fiumi che caratterizzano le grandi città più belle d’Europa! Passeggiamo sul lungarno Generale Diaz ammirando da lontano le finestre che adornano Ponte Vecchio. Giallo, verde, arancio sono i colori che gli occhi possono ammirare mentre si attraversa questo tratto trafficato da turisti armati delle loro macchine fotografiche affamati di scatti, artisti di strada che dipingono, cantano, suonano o semplici venditori ambulanti che cercano di portare a casa la giornata.

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Ponte Vecchio non ha bisogno di presentazioni. E’ il simbolo della città. Ci prendiamo del tempo per poter godere al massimo del suo fascino. Passeggiamo con lentezza, permettiamo a Ciccino di studiare ogni singolo sanpietrino e ogni vetrina. E che vetrine. Da qui si possono ammirare i capolavori di oreficeria e respirare il profumo delle antiche botteghe. Ci si può rilassare e godere del panorama della città davanti al busto di Benvenuto Cellini leggendo i messaggi d’amore lasciati nei lucchetti del cancello che lo delimita (oppure leggere il divieto di lasciarli quei lucchetti, ma che evidentemente non viene molto rispettato!)

E’ l’ora di pranzo. Passeggiamo ancora un po’ fino ad arrivare nella zona di Santo Spirito dove troviamo un piccolo ristorantino carino e soprattutto rapido in cui riusciamo a mangiare al volo prima che si riempia come un uovo! Si chiama il Chicco di Caffè, che però non posso consigliarvi se vi muovete con bimbi piccoli per un pasto rilassante.

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Dopo pranzo ci dedichiamo prima al relax nella Piazza di Santo Spirito, in cui veniamo allietati da un artista di strada che rapisce totalmente l’attenzione di Ciccino, per poi andare verso Palazzo Pitti per giocare su e giù nella grande piazza che si apre davanti al maestoso palazzo. Da qui si può arrivare ai Giardini di Boboli, che purtroppo decidiamo di non visitare vista la pioggia che inizia ad arrivare. E’ per evitare proprio l’acqua che decidiamo di tornare indietro, non prima di aver ammirato ancora una volta la città che si specchia sulle acque del suo Arno.

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Rientrati dalla nostra gita a Firenze mi lascio rapire dal Sig. Minello che mi racconta un po’ la storia della sua famiglia, della nascita del residence – costruito dove sorgevano i magazzini dell’azienda di famiglia e che lui stesso ha progettato – e delle mille idee che ha per renderlo sempre più originale (ad esempio la creazione di una statua di una cariatide ispirata ad un’opera di Modigliani o di una poesia russa, scoperta grazie ad un cliente russo del residence, che è stata tradotta in Italiano, inserita in un libro di Alessandro Panajia e letta davanti al pubblico qualche tempo fa dall’attrice Milena Vukotic). Passa poi ad alcuni aneddoti su Fiesole (lo sapevate, ad esempio, che il primo volo di Leonardo si è tenuto proprio qui, dal Monte Ceceri?) e sulla sua famiglia. La chiacchierata scorre veloce e mi ritrovo davvero rapita dalla situazione.

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Il Sig. Minello è una forza della natura. Un fiume in piena di idee, uno tzunami di conoscenze, una valanga di passioni, un eruzione continua di racconti.

Grazie a lui e ai suoi figli la cosa che ti colpisce di più è che il Residence Fiesole ha un’anima. E la sua anima sono proprio loro, che con la cura e dedizione propria di un padre di famiglia, portano avanti il loro gioiellino in continuo miglioramento ed evoluzione.

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Purtroppo il nostro soggiorno toscano viene bruscamente interrotto dalla febbre di Ciccino, non potendo quindi realizzare il progetto di visitare Fiesole perché ci tocca tornare a casa in prima mattinata. Poco male, lasciare qualcosa in sospeso è un’ottima scusa per doverla ripetere.

Torno a casa con la consapevolezza, ancora più forte, che quando si viaggia non conta solo la bellezza dei posti che vengono visitati, ma soprattutto la profondità delle persone che incontri e delle storie che si incrociano.

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4 responses to “Firenze con bambini – il nostro weekend”

  1. Lucrezina - Peekaboo Travel Baby says :

    AH!!! Allora la febbre colpisce anche Ciccino… non e’ un’esclusiva di Baby P. 😉 Siete comunque riusciti a fare un bel giro e sono stata rapita dalle vicende del Sig. Minello!! P.S. bella la prima foto in bianco e nero 😀

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