Di studenti, viaggi e incidenti aerei

Questo è un post di pancia. Nato dalla necessità di sfogarmi, di mettere nero su bianco una riflessione, un pensiero che mi tortura da ieri.

Dopo l’incidente aereo di Germanwings di due giorni fa, ho cercato di evitare, codardamente, di leggere le storie delle vittime. Ho paura di riflettere su quegli otto/nove minuti che hanno preceduto lo schianto in cui tutti i passeggeri si sono resi conto che la loro vita stava per terminare nel peggiore dei modi. In quella trappola mortale.

Cosa avranno fatto in quei pochi minuti? Si saranno abbracciati l’un l’altro? Avranno acceso i telefoni cercando aiuto? Avranno urlato? No, non ci voglio pensare, non posso pensarci.

Poi però mi è arrivato come uno schiaffo in pieno viso una notizia. Alcuni studenti tedeschi di rientro da una vacanza studio in Spagna hanno trovato la morte assieme ai loro due insegnanti accompagnatori. Erano partiti come tanti altri gruppi per uno scambio culturale, solo dopo essere stati estratti dalla loro scuola fra tanti altri compagni. Morire mentre si è in vacanza studio.

E allora un altra paura si è insinuata in me. Il mio lavoro è proprio quello di far partire ogni anno centinaia di studenti per scambi culturali con Paesi stranieri. Un lavoro che amo e che mi porta a relazionarmi continuamente con la nuova generazione, con il nostro futuro, con i “cittadini del mondo”. Ho pensato ai “miei” ragazzi, ai loro occhi sognanti pieni di emozione, gioia, timore e anche un po’ di incoscienza prima di salire su quei voli che li porteranno dall’altra parte del mondo, lontani da mamma e papà, lontani dai loro amici, alla scoperta del mondo.

Ho pensato a quei trenta ragazzi che saranno con me sul volo di luglio che li porterà in Australia a studiare. E ho pensato a me, che lascerò Ciccino per qualche giorno e già non vedo l’ora di tornare per riabbracciarlo. E ho pensato alle due insegnanti che invece non hanno potuto riabbracciare i loro cari.

Questo post non ha una conclusione. Non può averla.

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10 responses to “Di studenti, viaggi e incidenti aerei”

  1. Lucrezina - Peekaboo Travel Baby says :

    E’ impossibile restare insensibili a questo dramamtico episodio ma tanto piu’ se si e’ “mamme” e per lo piu’ “viaggiatrici” si resta profondamente turbati. Nel tuo caso, se possibile, e’ ancora peggio visto che appunto organizzi vacanze studio 😦
    Lo sai che purtroppo so che spesso si perde la vita prima di arrivare a terra? non so quindi se quegli 8 minuti loro li abbiano vissuti tutti perche’ mi hanno detto che la paura e’ tale che si muore prima…. lo so, e’ terribile ma e’ la verita’…
    Hai ragione questo post non puo’ avere una fine.

    • valigiaepasseggino says :

      E’ terribile, qualcosa che non dovrebbe mai accadere. Non so, forse l’unica cosa da fare è non pensarci e andare avanti per le nostre strade, accantonando le paure. Lo dobbiamo ai nostri piccoli.

  2. Sempre Mamma says :

    Ho seguito attentamente anch’io la vicenda e mi auguro e spero che tutti coloro che erano presenti a bordo siano svenuti e non abbiano fatto in tempo a capire, a mettere a fuoco cosa stava succedendo. Infondo dicono che se c’è una perdita di altitudine improvvisa si sviene, voglio pensare che sia andata così, non riesco a pensarla diversamente.
    Il tuo lavoro comporta delle grandi responsabile, ma non possiamo nulla contro il fato. Fortunatamente gli incidenti aerei sono rarissimi, muore più gente in macchina ogni giorno.
    Non pensare a queste cose, non pui far nulla per evitarle e sicuramente tutti coloro che hanno vissuto un viaggio/studio, non possono che essere felici dell’occasione avuta.

    • valigiaepasseggino says :

      Sì, l’unica speranza è pensare che non si siano resi conto di ciò che stava succedendo. La forza per andare oltre dobbiamo davvero trovarla negli occhi delle persone che ci ricordano che questo mondo vale la pena di essere scoperto e conosciuto, nonostante tutto.
      Grazie di esser passata ❤

  3. Stefania says :

    Difficile commentare, specialmente ora che arrivano notizie ancora peggiori riguardo alla causa dell’incidente… L’unica cosa che mi sento di dire è che dobbiamo sforzarci sempre di guardare con serenità alla vita! Baci da Veneto for kids ˆ_ˆ

  4. 27settembre says :

    Io sono giorni che non penso ad altro.
    Conoscevo una persona su quell’aereo maledetto: un collega, un amico. Un uomo che quando ho avuto il mio primo figlio si è preoccupato di farmi recapitare un peluches con la scritta “I love Barcelona” sul dorso anche se i nostri rapporti erano per lo più lavorativi. Un uomo con 3 figli e una moglie disabile.
    Non lo dimenticherò mai, non meritava una morte così crudele. Non la meritava nessuno dei passeggeri di quell’aereo.

  5. iviaggidimonique says :

    Hai fatto bene a scrivere questo post di getto, queste notizie mi fanno rabbrividire, e ancora di più dopo le ultime news di oggi che forse vedono il co-pilota come autore di questo insano gesto. Lavoro nel turismo, sono agente di viaggi, e quando succede qualcosa di brutto non puoi non pensarci, puoi solo tirare un sospiro di sollievo e sapere che i tuoi amici, non solo clienti, non erano su quel volo e non erano su quella nave da crociera in Tunisia (erano saliti la settimana prima)…non c’è una conclusione neanche a questa mia riflessione, solo che ogni tanto vorresti non sentirle più queste brutte notizie. Monica i viaggi di Monique

  6. matteopellegrini92 says :

    Ciao,
    anch’io amo viaggiare,
    ti consiglio di utilizzare la app Gulliver Viaggiatori per Caso, che con un pizzico di caualità e follia ti aiuta a decidere quale sarà la tua prossima meta…

    https://play.google.com/store/apps/details?id=randommapslocator.android.matteopellegrini.co.it.randommapslocator

    • Silvana says :

      Oh Elenina mia quanto dolore! C’è il dolore della tragedia eclatante con la grancassa a martellare il cuore e c’è il dolore che nessuno vede perché rinchiuso fra le quattro mura di una casa. Con questo tipo di dolore muto io, da maestra, condivido il viaggio di molti, troppi bambini. Non arrenderti cara Elena perché fare viaggiare i nostri piccoli è sottrarli al dolore è realizzare un sogno, il proprio , oltre che un dovere.

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